Io? Sempre dalla stessa parte e per il bene della città

Pochi giorni al voto del 26 maggio con una campagna, per alcuni, più all’insegna dell’apparire che dell’essere. Perché per certi candidati, mostrare l’abito bello e mostrarsi improfumati, è l’unica cosa che conta. Come la vittoria, da raggiungere ad ogni costo. Anche sacrificando l’ideale di un tempo per abbracciarne un altro, non tanto per convinzione o fede, quanto per assicurarsi una poltrona. Una poltrona per se stessi e al servizio dei poteri forti.
Sono i transfughi che dal centro sinistra hanno abbracciato il progetto Lega, perché va tanto di moda e perché convinti di salire sul carro del vincitore. Li conosciamo tutti questi personaggi, ma li conoscono anche i candidati del vero centro destra, chi quell’ideale non lo ha mai abbandonato e insegue il 26 maggio la vittoria dell’ideale. Non certo l’ideale della poltrona, che porta venefici personali e mai alla cittadinanza, schiava di certe gente che ha fatto rabbrividire gli stessi uomini che da sempre sono da quella parte politica. Sono coloro che hanno votato per il sì al carbone e tra loro c’è pure chi il 3 marzo al Pincio ha votato per le primarie del Partito Democratico per poi saltare il fossato appena qualche settimana dopo, ingolosito dall’idea di salire sul presunto carro del vincitore.
Noi rispettiamo chi nella destra ha sempre fatto il suo percorso. Avversari da combattere sempre, ma uomini da rispettare, che possono permettersi di andare in giro a testa alta. Non certo chi ha sacrificato l’ideologia sull’altare dell’opportunismo, di un posto di lavoro, magari anche di una poltrona. Inciuci di chi pensa al proprio tornaconto dimenticando che c’è una città da ricostruire. C’è una coalizione guidata dal vice premier che non è un esempio di democrazia ma di pura arroganza, che invocava Etna e Vesuvio, che parlava di Roma ladrona, che straccia la democrazia quasi fosse un foglio inutile da gettare nell’immondizia. Tutti su quel carro che noi rigettiamo e combattiamo, perché questa città ha bisogno di figure che sappiano pensare e lavorare per il bene comune, non quello della poltrona. Noi sempre dalla stessa parte, contro i nuovi squadristi e contro i poteri forti, dalla parte dei nostri cittadini che sono parte integrante del nostro programma e meritano rispetto.
Per questo certi personaggi, belli e improfumati sotto un manto di stelle, sono i peggiori interpreti e dobbiamo fermarli. Semplicemente non votandoli, ma scegliendo chi ci ha sempre messo la faccia, chi da sempre in consiglio si è battuto per il bene comune. Questo chiediamo, per riprenderci Civitavecchia e spazzare via una volta per tutti affaristi e ideologi pronti sempre a cambiare bandiera e casacca.
Senza dimenticare chi ha abbandonato quella che una volta era una bella città d’incanto. Già, una volta, quando il decoro rappresentava un elemento importante per la città. Cristo si è fermato a Eboli, ma ha preferito evitare di passare sopra Civitavecchia che a immondizia e degrado non è seconda a nessuno. Pessimo biglietto da visita per chiunque entri in città. Il centro cittadino si salva solo perchè al decoro pensano i commercianti. Il resto della città versa in un degrado assordante. Non c’è un quartiere che si riesca a strappare la sufficienza. Strade sconnesse, piene di buche, immondizia in bella vista quasi fosse un monumento da far vedere ai crocieristi. Ma l’aspetto più inquientante, è la Zona Industriale, che dovrebbe rappresentare il volano dell’economia cittadina. Qui la parola d’ordine dovrebbe essere lavoro, ma le poche aziende che hanno scelto la Zona Industriale, sonpo costrette a vivere in un degrado da terzo mondo: busche, erba ai lati delle strade, illuminazione che c’è ma si vede solo di giorno perché la notte le lampade restano tristemente spente per far dar spazio, nel buio della notte, ai falò delle pristitute. E’ questo il degrado che l’ultima amministrazione targata Cinque Stelle ha prodotto in cinque anni, lasciandola nel più totale abbandono, dando seguito al nulla prodotto dalle precedenti amministrazioni di centrodestra. Decoro urbano, pulizia e lavoro sono al primo posto nel nostro programma.
Una città per cambiare, strappando le parole di una canzone di Ron, perché Civitavecchia può davvero tornare ad essere una città d’incanto.
Basta solo volerlo e impegnarsi a renderla tale.

Patrizio Scilipoti
Candidato al consiglio per la lista Onda Popolare per Carlo Tarantino sindaco.

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