Il Commercio va difeso insieme al sistema Porto/Città . Ora o mai più

l dibattito cittadino sulla realizzazione di un Outlet nell’area ex Enel di Fiumaretta che si è acuito nell’ultimo periodo e che ha visto scendere in campo Associazioni di commercianti, semplici cittadini e partiti politici, lascia spazio ad una serie di considerazioni che andrebbero con ogni certezza meglio analizzate e discusse e se meritevoli di accoglimento come peraltro sono fermamente convinto che lo siano, dovrebbero indurre l’Amministrazione comunale ad affrontare le criticità ad esse sottese, dando una volta tanto ascolto alle diverse categorie che vivono ed animano l’economia della Città, lasciando da parte un orgoglio che poi non paga, anzi danneggia Civitavecchia. Con lucidità e senso di responsabilità nei confronti della comunità, dovrebbero comprendere che l’Area di Fiumaretta, deve far parte di uno dei tanti valori aggiunti per il Porto, affinchè attragga le Imprese che fanno economia buona e che queste consolidino i traffici commerciali con i quali rendere l’indotto ad essi sotteso, maggiormente incentivante per l’economia, per gli investimenti e di conseguenza per l’ occupazione. E non che tale area debba divenire un “drenaggio per l’impoverimento economico di Civitavecchia”, un ulteriore diaframma posto li ad impedire quella tanto auspicata compenetrazione Porto/Città. Da Consigliere comunale, dirigente di azienda e da cittadino che ha a cuore la sua Città e questo territorio, non comprendo come a Cozzolino e ai suoi Assessori possa sfuggire invece che una Città portuale come la nostra, con un Porto commerciale e crocieristico tra i piu’ importanti del sistema nazionale dei Porti, non debba curare l’attivazione di filiere virtuose che non richiedono poi risorse economiche, ma la semplice pianificazione condivisa delle strategie utili, al di la di atti amministrativi di ”imperio” e quindi unilaterali che sicuramente, ora diranno, sono oramai inevitabili perché a livello attuativo troppo avanzato e perché inseriti in un programma di valorizzazione contrattualizzato. Stessa giustificazione portata per il Forno Crematorio (!!!). Ma basterebbe invece ritrovare la ragionevolezza per rivedere la determinazione e così scongiurare l’attuazione di una scelta tanto catastrofica della realizzazione di un ulteriore centro commerciale e soprattutto in quel contesto, che “succhierebbe” potenzialità commerciali e di vendita ai tanti commercianti di Civitavecchia che, oltre a soffrire di una endemica crisi economica , vedrebbero sfumare le tanto decantate potenzialità utili alla loro sopravvivenza e crescita o favorenti nuove iniziative in tal senso, legate al commercio ed all’artigianato locale. Si eviterebbe così di impoverire ancora una volta la Città indebolendo ulteriormente commercianti ed artigiani locali, per portare in questo modo a compimento un’opera di desertificazione commerciale/economica della Città, cosa che comporterebbe la perdita di tanti e tanti posti di lavoro che ora vengono assicurati, con tanti e tanti sacrifici, dalle tantissime piccole imprese familiari dedite al commercio. Sarebbe l’ulteriore e definitiva condanna inflitta alla Città, una condanna che merita una attenta riflessione sull’immediato accoglimento del suo annullamento in “appello”.

“Il sistema” città, deve trarre vantaggi dalla presenza di un importante sito produttivo come il Porto: questo con il rilancio e non con la penalizzazione del commercio locale e dell’artigianato , da ottenere favorendo la confortevole permanenza e passaggio dei milioni di crocieristi nella nostra Città con politiche tendenti al miglioramento strutturale ed organizzativo interno, con una viabilità meglio progettata e con spazi urbani puliti e per questo ospitali, con le spiagge della Marina all’altezza di una città di mare in grado di rendere oltre che piacevole, possibile e sicura la balneazione sia dei cittadini che dei turisti, cosa rimasta inattuata, insieme alla realizzazione di spazi culturali utili ai cittadini e che possano assicurare ulteriore attrattiva per il turismo, anche dalla Regione. Una Città che valorizzi il proprio mercato storico, ora “imbruttito ed oppresso” da una tettoia telonata ricettacolo di sporcizia e guano e pericolosa nel caso di intemperie.

Linee di indirizzo per lo sviluppo semplici, come semplici sono le azioni da mettere in atto. Basta volerlo, basta capirlo, ……….ma questa è un’altra storia. Ci vogliono orecchie buone infatti per ascoltare e senza alcuna preclusione, tanto che queste considerazioni le ho ripetute e rivendicate piu’ volte nelle sedi istituzionali ma senza risposta alcuna a “dispetto dei Santi”.

Patrizio Scilipoti – Consigliere comunale Onda Popolare

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