Recapito della posta: frutti avvelenati delle privatizzazioni

In questi giorni pervengono le segnalazioni di tanti cittadini che, lamentano quello che e’ un inammissibile disservizio postale. In base a quanto sconsolatamente denunciano, da mesi lettere, stampe, fatture ed altro o arrivano in ritardo o per niente. Per le fatture il disservizio rischia di causare pure addebiti, penali o peggio nei confronti dei malcapitati. Qualcuno si è pure rivolto alla sede centrale cittadina delle Poste per parlare del disservizio con il Direttore. Cortesemente si sono visti rispondere negativamente ed invitati a presentare solo un reclamo scritto. Ma a quanto ci dicono, per il momento infruttuoso, mentre al contrario il danno continua. Non sappiamo quanto sia diffuso il problema, se sia solo delle aree periferiche, di alcune zone o dell’intera città. Per il momento nessuno ne parla, come nessuna Istituzione pare stia intervenendo. Fatto sta è che, da voci che circolano, sembrerebbe che tale incredibile anomalia sia causata dalla mancanza di personale addetto, i tradizionali portalettere. In poche parole, sembrerebbe che i pochi lavoratori disponibili non riescano a coprire adeguatamente il territorio e la posta si accumula con la conseguenza che i cittadini, quando se la vedono finalmente consegnare si trovano, se la trovano(!), in arretrato di settimane o mesi!. Per noi, quello che sta succedendo e che coinvolge una Azienda ancora pubblica, oltre ad essere inconcepibile ci porta a fare delle riflessioni. Per troppi anni qualcuno, purtroppo anche a Sinistra, ha osannato alle privatizzazioni dei servizi pubblici, ha sposato pienamente il motto il privato è bello, il pubblico è inefficiente. Poste Italiane, da tempo, è pienamente sottoposta a questa ventata liberista. Il rischio della sua totale privatizzazione è sempre presente. Intanto i manager stanno sempre più puntando sui settori più redditizi finanziari e bancari. La parte tradizionale, quella che della semplice consegna di pacchi e lettere, non essendo remunerativa, viene sempre più relegata ad un ruolo marginale o, addirittura, abbandonata e lasciata a Società completamente private con costi e garanzie tutte da verificare.
Vorremmo tanto sbagliarci ma, crediamo che, al fondo della vicenda di cui sono vittime incolpevoli moltissimi cittadini, la parte più debole, ci sia la spinta alle privatizzazioni, la ricerca del massimo profitto e la precarizzazione e sfruttamento dei lavoratori. Siamo convinti che occorre, invece, invertire la marcia. Come Sinistra dobbiamo smetterla di correre dietro alle ragioni del capitale e del mercato. Intanto chiediamo, da un lato, a Poste Italiane di recuperare la sua vocazione pubblica e porre termine ai disservizi denunciati, dall’ altro, al Sindaco di Civitavecchia di fare quanto in suo potere al fine di contribuire ad eliminare il gravissimo disagio causato a migliaia di cittadini.

Associazione Onda Popolare

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