Il Comune si prenda le proprie responsabilità, almeno stia a fianco dei lavoratori

Siamo alle solite: le lavoratrici ed i lavoratori SGM sono arrivati al giorno di paga e anche questa volta non hanno ancora visto l’ombra del proprio salario mensile.

Consuetudine oramai tristemente nota per questi lavoratori che pur svolgendo le proprie mansioni con enorme fatica, dato l’alone di incertezza che incombe ricorrentemente, avvertono tutta la pesantezza data dall’ atteggiamento del Datore di lavoro SGM e dalla nulla sensibilità al problema dimostrata dal Sindaco Cozzolino e della Dirigenza comunale preposta. Sembra fuori luogo ed assurdo che il Comune non entri nel merito di queste problematiche, considerando che si parla di famiglie che vivono del proprio lavoro. Il comportamento dei soggetti coinvolti determina ritardi ormai divenuti insopportabili, tanto più se si tiene conto della esiguità delle ore di lavoro attribuite ai singoli lavoratori per lo svolgimento del servizio e, quindi, dell’ammontare dei singoli stipendi che in alcuni casi è assolutamente irrisorio.
Proprio con alla base queste basilari considerazioni, il Comune dovrebbe in qualunque modo, nell’ ambito dei propri poteri e soprattutto responsabilità solidali, risolvere una volta per tutte questa situazione, anche a costo di impugnare il contratto stipulato qualora ne ricorrano gli estremi e questo, solo per difendere i lavoratori e con loro l’immagine della Città, divenuta terra di conquista per aguzzini e speculatori di ogni risma.
La tutela degli operai e delle loro famiglie, deve essere priorità assoluta in una società cittadina già sofferente come quella di Civitavecchia, come deve costituire un baluardo di buon governo da parte di un Sindaco e di un’amministrazione comunale, che dovrebbe difendere i diritti dei cittadini e del mondo del lavoro nel quale sono inseriti, per chi ha la fortuna di esserlo. Non si lasciano famiglie allo sbando, nelle mani di un’impresa appaltatrice del Comune, qual è SGM, che tratta queste donne e questi uomini unicamente come mero strumento per realizzare i propri guadagni, offendendo la dignità che invece spetta di diritto a chi lavora per il soddisfacimento dei propri bisogni minimi.

“Patrizio Scilipoti Consigliere Comunale MDP e Ass. Politico Culturale Onda Popolare”

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