La sinistra che verrà

È l’adattamento il male peggiore con il proverbiale qualunquismo a farla da padrone. Se ne dica o meno manca nella società odierna la cultura,

ad oggi non più rivolta al passato e radicata solo al presente, e dove indubbiamente necessita la ricollocazione per renderla cardine delle proprie idee. La verità misera è che i nostri giovani, così come tanti di noi, non leggono o non sanno esprimersi portando a non avere una propria idea e identità, che porta quindi ad accodarsi a quelle degli altri. Soprattutto per chi decide di informarsi , è deviato e non lo fa nel modo giusto, credendo visto che non li vede più su piazza , che qualcuno dietro una scrivania possa cambiare la ragione sociale. I social poi hanno lapidato la nostra corretta informazione, le notizie cari lettori vanno prese dalla strada e sui posti di lavoro dove si lotta, e non da chi le scrive in maniera imparziale per il tornaconto di qualcuno. Di grandi scrittori ne abbiamo avuti dal 1400, ma io mi chiedo: oggi chi mantiene l’imparzialità rispetto alla sola cronaca scritte su strada di un tempo? È questo il lato oscuro del male moderno: la verità è i tanti portatori di verità non reali che scrivono sui blog. Se ne leggono di verità fasulle o proiezioni del pensiero ai loro fini, dove si appoggiano personaggi che di storico hanno ben poco, e che usano le menti per proiettarle al loro bene comune. Tutto si regge su ideologie bislacche e mai sulla propria o di quella storica. L’ultima tornata elettorale ha dimostrato che il popolo italiano non sa decidere, o è talmente contrariato da non averne le certezze, vista la scomparsa della gente che lotta dalla parte degli operai. La soluzione? Tornare indietro nel tempo e ricreare una sinistra che vada oltre, non omettendo più la parte attiva dell’economia e che sia vicino a queste realtà e al popolo. Per fare tutto ciò bisogna pensare con la propria testa e serve di nuovo acculturarsi, e va fatto coi circoli culturali che tirino fuori menti nuove che non debbano usare la politica per vedere cosa le circonda, ma che con la realtà della quotidianità delle proprie città e stati sociali sappiano debellare il qualunquismo e la nullità che le circonda. Perche amici miei la ribellione al sistema si fa con le menti edotte e non coi voti di protesta, a costo dell’emarginazione politica ma con la convinzione delle proprie idee per un fine comune. Su tutto ciò Onda Popolare ne è stata la riprova e da qui si riparte, anche se a dir la verità noi non ci siamo mai fermati. Su strada e tra la gente da quando siamo nati, perché è la realtà dei nostri giovani e di chi ne fa parte, con i più grandi a serrarne le fila. Ma non come portatori di verità ma a proporre e raccontare l’esperienza storica di chi ne fa parte. Ricominciamo per una sinistra che sia ancora al fianco dei lavoratori, delle classi sociali abiette e delle realtà mistificate a bilancio della nostra città. Tra un anno sapremo sicuramente chi siamo con l’unica certezza che chiunque si voglia mettere in discussione, e che voglia pensare con la propria testa, sarà l’ago della bilancia della verità nostra comunità. Servono scrittori e poeti che raccontino chi siamo nella loro verità imparziale, senza quei sotterfugi che portano a essere cantanti stonati o in playback. Di questi l’Italia ne è satura, servono i folli visionari della realtà.

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